Melanoma: diagnosticato in tempo la sopravvivenza supera il 99%. Ecco perché il controllo dei nei non si rimanda

I nei sono segni distintivi molto comuni: dal punto di vista scientifico sono proliferazioni melanocitarie benigne. Diverso è il caso del melanoma, in cui i melanociti sono atipici.
Un punto fondamentale: il melanoma non è sempre “una macchia nera”. Può presentarsi con colori diversi (marrone chiaro o scuro, blu, rosa, viola) e proprio per questo la diagnosi precoce è decisiva: quando il melanoma è individuato in fase localizzata, la sopravvivenza a 5 anni è >99%, mentre nelle diagnosi tardive può scendere fino a circa 35%.

Controllo dei nei: ogni quanto farlo.

Durante il controllo dei nei, lo specialista utilizza spesso la dermoscopia. È un esame non invasivo. Permette di osservare strutture e colori sotto la superficie della pelle. Dettagli che a occhio nudo non si vedono. Nelle mani esperte di uno specialista aiuta a distinguere lesioni benigne da lesioni sospette. 

La regola ABCDE (Asimmetria, Bordi, Colore, Diametro, Evoluzione) resta utile, ma il messaggio chiave è la prevenzione: un controllo dermatologico periodico dei nei una volta l’anno e, nei casi a rischio, controlli più ravvicinati (storia personale o familiare di melanoma, fototipi chiari, scottature in età infantile).

Infine, la prevenzione passa anche da abitudini quotidiane. In inverno si tende a sottovalutarli, ma i raggi UV danneggiano la pelle tutto l’anno. In montagna l’esposizione aumenta perché la neve riflette una quota elevata di radiazioni. Importante dunque l’utilizzo di occhiali da sole, cappelli, creme solari, anche se nuvoloso. Da evitare anche le lampade abbronzanti, che non “preparano la pelle”.